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Ricci in letargo, oppure no?

Lo so, non scrivo da molto…

Mi scuso e blablabla, chissenfrega…

Il blog è mio e faccio come mi pare. (VI PREGO ISCRIVETEVI, DATEMI VIEWS, TENGO FAMIGLIA)

Volevo solo dirvi che, nel frattempo, non sono stato del tutto con le mani in mano.

Si continua a scrivere duro, per esempio.

  • Sono arrivato in finale con il mio racconto fantasy-grezzo-BudSpenceriano: “Lama o Non Lama?”  nel concorso “Zappa e Spada” indetto dalla Acheron Books. Purtroppo non ho vinto, ma è già stato fico vedere il mio nome accanto a quello dei Nerdheim, di cui sono una sciocca fangirl.

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  • Sto lavorando alla mia prima raccolta di racconti, di cui non vi posso dire niente perché poi mi dite “belloschifo, Rob” e non mi pagate. Vi dico solo che si tratterà di horror-comedy (esiste davvero come genere? Boh…) e che probabilmente sarà disponibile in e-book, ma c’è tempo per quello.

 

  • Ho quasi finito il mio secondo monologo, scritto per la nuova stagione di Stand Up Comedy della Dogana di Milano. Spero di riuscire a presentarlo ad Ottobre, perciò nel caso venitemi a trovare e portate i pomodori più freschi che avete.

 

  • Ogni settimana (circa) mi beccate in live con gli amichetti di A Damn Fine Cup of Coffee, sul loro canale Youtube, a commentare gli episodi di Game of Thrones e ipotizzare teorie al limite del ridicolo.
  • DULCIS IN FUNDISSIMUS: Ho aperto la pagina Facebook di “Ricci di Male”!!!! Mi sto ancora raccapezzando su come funzioni la cosa, ma se nel frattempo iniziate a mipiacciarla potreste migliorare questo mio grigio lunedì. Troverete (nei prossimi giorni) stralci di racconti, foto incresciose, battute becere e flame incredibili verso tutto ciò che detesto. DAI CLICCA QUI CHE NON COSTA NIENTE E CONTRIBUISCI A DARE UN SENSO ALLA MIA TRISTE VITA

 

Com’è che con tutte queste cose da fare, sono sempre a snocciolarmi il naso sul divano?

Vabbé, nel dubbio STAY TUNED, che fa sempre figo dirlo.

Un bacione

Rob.

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Pubblicato in: Disagio

Ricordi Metallici

L’altro giorno è bastata una vecchia canzone degli Slipknot, in riproduzione casuale, per ritrovarmi catapultato nel passato senza nemmeno avere il tempo di allacciare le cinture.

Avevo circa 16 anni, capelli ancor più lunghi di adesso e un vago accenno di barba. Nella custodia in pelle, un basso nero fiammante della Ibanez regalatomi da mamma e papà.

Dopo un annetto di lezioni in cui il mio povero maestro, armato di infinita pazienza, cercava di inculcarmi i fondamenti, io mi credevo già pronto per sfondare.

“Guardatemi tutti, sono il nuovo Cliff Burton ma coi brufoli”

Conobbi altri due metallari come me e fondammo una band, che proposi di chiamare Hell for Rent. Nome che fondamentalmente non voleva dire nulla, però hey… c’era la parola “Hell” e pertanto era un nome figo e mmmmetal.

Diventammo presto amici e passammo ore e ore a provare. La metà del tempo in sala prove era utilizzata per bere birraccia di dubbia qualità ovviamente.

Arrivarono persino le prime serate nei piccoli locali della nostra valle.

Ancora non avevo la patente, perciò mi ci accompagnava spesso mio padre ai concerti. Un abbraccio, un “grazie Pa” e poco dopo eccomi sul palco a urlare di quanto la sua generazione ci avesse rubato il futuro, che nel mondo non c’era spazio per noi e qualche “fuck you” rivolto alla società, che ci stava sempre bene come il cacio sui maccheroni.

Ci atteggiavamo come i futuri Pantera, i nuovi eredi dei Metallica, la progenie dei Sepultura.

La verità è che in cuor nostro, probabilmente sapevamo di fare schifo.

Ma sapete una cosa? Non ce ne fregava un c****.

Era bello.

Era bello quando pensavamo di poter cambiare il mondo, un growl alla volta.

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Obiettivo Sbloccato: “Quarto di Secolo”

Oggi è il mio compleanno.

*Momento di silenzio in cui mi aspetto i vostri auguri*

…nessuno? E va bene, simpaticoni.

Dicevo, oggi è il mio compleanno.

Per la precisione il mio VENTICINQUESIMO COMPLEANNO (scritto così mi fa ancor più paura) ed è un traguardo particolare per me. Un traguardo che per certi versi trovo ancor più rilevante dell’aver compiuto 18 anni.

Intendiamoci, non è che da domani la mia vita cambierà  di colpo ed andrò in giro a urlare “bella raga, guardate tutti quanto sono adulto”, mentre la gente si strapperà le mutande al mio cospetto.

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Quando diventi maggiorenne sei troppo preso da una serie di importantissime novità, per iniziare a fare un bilancio sensato della tua vita. Patente, fine del liceo, università, lavoro, dover guardare la polizia con un po’ meno d’aria da sbruffoncello ecc..

A 25 anni puoi avere uno sguardo già un po’ più saggio, avendone già trascorsi SETTE (checcosa???) da persona adulta e responsabile.

Ad ogni modo questo mercoledì, come di consueto, c’era la “Serata Pathfinder” in cui io e altri nerdoni ci troviamo attorno a un tavolo coperto di dadi, fogli di carta e matite, mentre per qualche ora dimentichiamo il grigiore di Milano e ci tuffiamo in vaste e magnifiche vallate a caccia di mostri. (Perché va bene diventare adulti, ma è meglio non esagerare).

Tra una missione e l’altra, non ho potuto non pensare a quanto il gioco di ruolo sia paragonabile alla vita reale, aiutandomi a riflettere su me stesso.

Iniziamo tutti con una scheda bianca, in cui non vi è scritto altro che il nostro nome. Dopodiché il nostro personaggio inizia a prendere vita, con le proprie caratteristiche e peculiarità.

Se fossi davvero in un mondo fantasy, probabilmente la mia classe sarebbe quella del bardo. Molto più bravo a intrattenere e divertire gli altri personaggi, che non a combatterli con la forza bruta. Più abile con le parole ed il liuto, piuttosto che con la spada.

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Il resto della scheda è tutta una questione di scelte e riflessioni, ma anche di tiri fortunati.
Ho avuto, come chiunque, tantissimi tiri sfortunati, pessime decisioni e anche qualche Fallimento Critico. Però hey…la mia quest non è ancora finita.

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E a tal proposito, qual’è la mia quest finale? Quale sarà il mio drago da sconfiggere e in quale oscura fortezza si nasconderà?
Tra una battaglia e l’altra, tra tante missioni fallite ma anche tanti tesori guadagnati, ho avuto svariate indicazioni su quale può essere la mia strada. Anche se, dopotutto, chi può mai sapere cosa ha in serbo per noi il Game Master?

Fino alla scorsa settimana, pensare al mio raggiungimento dei 25 anni mi metteva sempre angoscia e malinconia.

Ho invece realizzato che sarebbe meglio considerare questo primo quarto di secolo come ad lungo addestramento.
Ho acquisito sempre più punti esperienza, ho superato ostacoli che credevo impensabili e mi sono buttato nelle missioni più svariate e spesso assurde.

E ora mi ritrovo con il corpo un po’ ammaccato da qualche incidente di percorso, ma ancora solido sulle proprie gambe. Ho trovato la mia “Principessa da salvare” (che sarebbe più corretto definire “La Principessa che mi ha salvato“) e ho accanto a me, da tempo immemore, dei compagni d’avventure  scalmanati come il sottoscritto, ma che Frodo e Aragorn pagherebbero per avere in squadra.

Forse la mia vera quest inizia solo adesso.

Perciò, se volete scusarmi, io prendo i miei dadi e vi saluto.

Ho un avventura che mi aspetta.  

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