Pubblicato in: Opinioni Non Richieste

Guerrilla Reading – Terrorismo letterario?

Ieri mi è capitato sottomano >QUESTO ARTICOLO<

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Ve ne riporto qualche stralcio:

Immaginate di salire sul tram e che a un certo punto la vostra insospettabile vicina di posto inizi a leggere ad alta voce un brano del libro che ha in mano. E, finito lei, che inizi a leggere il tizio lì in piedi davanti a voi e poi una signora là in mezzo e così via. È proprio quello che è successo sabato 25 marzo a Milano sul tram 1. Un gruppo di appassionati lettori della Biblioteca Crescenzago, nei pressi di Via Padova, ha dato vita al primo “guerrilla reading” milanese, un’azione a sorpresa volta a spiazzare l’ignaro pubblico, a fare alzare gli occhi dai telefoni cellulari e a catturare l’attenzione con delle pillole di letteratura scelta.

A quanto pare, pur essendo nel 2017, non è ancora concepibile che una persona possa usare il suo smartphone ANCHE per attività utili e costruttive come lavorare, comunicare con amici e parenti lontani, tenersi aggiornati sulle ultime notizie e LEGGERE LIBRI.

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Pubblicato in: Opinioni Non Richieste

Perché Belle avrebbe dovuto scegliere Gaston

Fonte: Observer (http://observer.com/2017/03/beauty-and-the-beast-why-belle-should-have-chosen-gaston/)

GASTON:

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  • Dotato di forte muscolatura
  • Grande cacciatore (Perfetto per procurarle il cibo, nella Francia del XVIII secolo)
  • Vuole avere figli
  • Ha tanti amici (ed è anche molto popolare)
  • Eccellenti doti canore

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LA BESTIA:

  • Parecchio lunatico
  • Ha provato a rapire il padre di Belle e rinchiuderlo per sempre
  • E’ un tipo che ti urlerebbe contro solo per aver guardato un fiore
  • Non ha amici
  • Non ha un lavoro
  • Non sa nemmeno mangiare con il cucchiaio
  • Non è stato ospitale con la strega. Non lo è stato nemmeno con Maurice (Non ha quindi imparato la lezione)

Vogliamo fare un confronto diretto? Bene!

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Pubblicato in: Disagio

Ricordi Metallici

L’altro giorno è bastata una vecchia canzone degli Slipknot, in riproduzione casuale, per ritrovarmi catapultato nel passato senza nemmeno avere il tempo di allacciare le cinture.

Avevo circa 16 anni, capelli ancor più lunghi di adesso e un vago accenno di barba. Nella custodia in pelle, un basso nero fiammante della Ibanez regalatomi da mamma e papà.

Dopo un annetto di lezioni in cui il mio povero maestro, armato di infinita pazienza, cercava di inculcarmi i fondamenti, io mi credevo già pronto per sfondare.

“Guardatemi tutti, sono il nuovo Cliff Burton ma coi brufoli”

Conobbi altri due metallari come me e fondammo una band, che proposi di chiamare Hell for Rent. Nome che fondamentalmente non voleva dire nulla, però hey… c’era la parola “Hell” e pertanto era un nome figo e mmmmetal.

Diventammo presto amici e passammo ore e ore a provare. La metà del tempo in sala prove era utilizzata per bere birraccia di dubbia qualità ovviamente.

Arrivarono persino le prime serate nei piccoli locali della nostra valle.

Ancora non avevo la patente, perciò mi ci accompagnava spesso mio padre ai concerti. Un abbraccio, un “grazie Pa” e poco dopo eccomi sul palco a urlare di quanto la sua generazione ci avesse rubato il futuro, che nel mondo non c’era spazio per noi e qualche “fuck you” rivolto alla società, che ci stava sempre bene come il cacio sui maccheroni.

Ci atteggiavamo come i futuri Pantera, i nuovi eredi dei Metallica, la progenie dei Sepultura.

La verità è che in cuor nostro, probabilmente sapevamo di fare schifo.

Ma sapete una cosa? Non ce ne fregava un c****.

Era bello.

Era bello quando pensavamo di poter cambiare il mondo, un growl alla volta.

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